
Lucio bacia la coppa.
Quella di ieri sera è stata in pratica una
finale di andata e ritorno. Due partite ben diverse fra un tempo e
l’altro. I brasiliani arrivano sul campo con un’ora di ritardo, giocano
quindi delle loro controfigure, dei sosia che vengono letteralmente
asfaltati dagli americani. Scherzi a parte, finchè gli USA hanno benzina
nel motore e i giri restano alti, non c’e’ partita. Dimostrando un ottima
preparazione tecnico-tattica gli statunitensi dominano i sudamericani e si
confermano ormai come la terza squadra più forte del continente americano
dopo Brasile e Argentina. Non a caso la loro posizione nel ranking
mondiale è ottima. Dal 1994, anno in cui ospitarono il mondiale e si
decisero a costruire una squadra vera praticamente dal nulla e da un
campionato praticamente inesistente, si apprestano a partecipare ora al
loro quinto mondiale consecutivo. E ormai sono quasi allo stesso livello
delle nazionali più titolate al mondo. Ho detto quasi, perchè ieri nel
“ritorno” della finale, si dimostrano ancora troppo ingenui beccando gol
dopo solo pochi secondi, gol che risulterà fatale più del 3-2 di Lucio a
mio parere. Non solo, la benzina comincia a scarseggiare e restano a secco
ben presto, troppo presto. I cambi invece arrivano troppo tardi. Come era
successo contro di noi calano vistosamente. Attenzione. Nel calcio in
certe partite vale il principio dei vasi comunicanti: se cala una, sale
l’altra. E si vedono i brasiliani veri. Ma non perchè si mettano a giocar
bene, è perchè gli permettono finalmente di giocare. Una formazione che è
una delle meno brasiliane della storia, secondo alcuni una delle più
scarse tecnicamente, però a me fa paura perchè è tremendamente solida e
concreta. Dunga l’ha costruita a sua immagine e somiglianza, quello di un
brasiliano assolutamente atipico. Ha messo gente forte fisicamente e a
resa alta specialmente in mezzo (Gilberto Silva-Melo-Ramires) con quel
paio di giocatori di classe come Kakà e Robinho che fanno la differenza in
ogni momento appena hanno un fazzoletto di spazio. Certo se ieri ci fosse
stata una squadra europea qualsiasi probabilmente i verdeoro non avrebbero
mai rimontato. In conclusione di questa Confederation Cup vista in chiave
di esame pre-mondiale si può dire che Brasile, USA e Sudafrica sono tutte
promosse, mentre Spagna e Italia vengono rimandate.
Highlights di Brasile-USA






